Chi sono

Matteo
Gaglio

La fotografia come atto di presenza

Matteo Gaglio in tuta mimetica integrale cammina fra le felci secche con zaino e teleobiettivo

Non inseguo l'immagine perfetta — inseguo l'istante in cui un animale smette di percepirmi e si mostra per quello che è davvero. Ho passato notti in capanno con la pioggia, mattine immobile a un metro da una volpe, ore ad ascoltare il bramito del cervo nel bosco.

Prima viene il rispetto, poi la pazienza. La macchina fotografica è solo l'ultimo strumento.

La mia filosofia nasce dall'invisibilità: saper sparire perché l'animale non si senta minacciato, saper ascoltare il bosco prima di alzare l'obiettivo. Nei miei workshop trasmetto esattamente questo — non solo tecnica, ma rispetto e visione.

Base

Pisa, Italia

Instagram

@matteo__gaglio
Lavoriamo insieme

Dal campo

Quello che resta dell'attesa

Camoscio alpino ripreso frontalmente mentre bruca, fili d'erba tra le labbra
Primo piano frontale del muso di un orso bruno, occhi ambrati e pelo folto
Giovane daino con i palchi ancora in velluto in un prato di ranuncoli gialli
Due pulcini di airone cenerino uno di fronte all'altro sul bordo del nido