Chi sono
Matteo
Gaglio
La fotografia come atto di presenza
Non inseguo l'immagine perfetta — inseguo l'istante in cui un animale smette di percepirmi e si mostra per quello che è davvero. Ho passato notti in capanno con la pioggia, mattine immobile a un metro da una volpe, ore ad ascoltare il bramito del cervo nel bosco.
Prima viene il rispetto, poi la pazienza. La macchina fotografica è solo l'ultimo strumento.
La mia filosofia nasce dall'invisibilità: saper sparire perché l'animale non si senta minacciato, saper ascoltare il bosco prima di alzare l'obiettivo. Nei miei workshop trasmetto esattamente questo — non solo tecnica, ma rispetto e visione.
Base
Pisa, Italia
Dal campo
Quello che resta dell'attesa